IL DANDY CHE VENNE DA MARTE

14 Giu

Da Ziggy Stardust al Duca Bianco; dal Rhythm and Blues al Glam Rock. David Robert Jones, in arte David Bowie, è colui che da un piccolo ragazzo affascinato dalla Beat generation divenne un grande artista d’avanguardia degli anni ’70.
Nato a Brixton nel 1947 comincia ad avvicinarsi alla musica nel 1959, nel momento in cui gli venne regalato il suo primo sassofono, considerato da Bowie non solo uno degli strumenti principali della Beat Generation ma anche un simbolo di libertà. Gli anni ’60 trascorrono alla ricerca di una band che lo aiuti a realizzare la sua idea di musica rock, intesa come “ una prostituta, parodia di se stessa. Una maschera che nasconde il messaggio”. Ma come il suo alter ego  Ziggy Stardust, il ragazzo che divenne una rock star grazie ai poteri extraterrestri, non aveva bisogno di essere sorretto durante il decollo che lo avrebbe trasformato nel padrino del Glam Rock.
Con l’ incessante ansia di percorrere e precorrere i tempi  riuscì ad avere un forte impatto sul pubblico anche  grazie al trucco pesante, i costumi colorati e il capello rosso in pieno stile proto-punk. È così che viene ricordato durante il tour di Ziggy Stardust, uno show dalle mille meraviglie che rende estremamente sottile il confine tra realtà e finzione scenica e trasformando il rock in arte globale. Il palco diviene protagonista di scenografie apocalittiche ricche di artificiosità, tipiche dell’estetica decadente che renderà il personaggio di David Bowie immortale.

Come un uragano le sue imprevedibili metamorfosi non spaziarono soltanto nella musica ma si espansero anche nel cinema, ed in modo particolare nella moda.

Durante un’intervista,  Andy Warhol disse che si invaghì di Bowie guardandogli le scarpe, “ un paio di carri armati di quelli che nel 1971 indossava alternandoli ai tacchi a spillo”. Con i suoi vestiti a fiori, i pantaloni di satin stretti e le indimenticabili scarpe con la piattaforma creò look futuristici e visionari, reinventandosi e giocando con l’ambiguità tipica del decadentismo effeminato di Oscar Wilde. Non a caso il singolo “ Rebel Rebel” del 1974 divenne l’inno del movimento glam. La canzone racconta la storia di un ragazzo che si ribella a sua madre, la quale non capisce se suo figlio è una ragazza o un ragazzo perché ama indossare abiti femminili.

I due principali stilisti che si dedicarono all’eccentrica figura di Bowie furono Ola Hudson, madre di Slash, l’ex chitarrista dei Guns  n’Roses e attuale componente dei Velvet Revolver, e il giapponese Kansai Yamamoto, il quale curò lo “ Ziggy Stardust Tour UK” nel 1793.

 40 anni di carriera all’insegna delle metamorfosi, degli eccessi e del glam non potevano passare inosservati nel panorama del fashion attuale. Si sa che la moda rappresenta un ponte tra i miti del passato e le tendenze del presente. Per questo stilisti del calibro di Riccardo Tisci per Givenchy non potevano non vedere in David Bowie una fonte di ispirazione per le loro collezioni. Ma non solo, anche le riviste di moda onorano il dandy proveniente da Marte, come avvenne per la copertina di “ Vogue Paris” nel dicembre del 2011, che ritrae la modella Kate Moss in un abito di Balmain intenta a riproporre lo storico personaggio di Ziggy Stardust.

 Quindi, bando alle chiacchere! Spegnete i pc, le televisioni, ed ogni sorta di apparecchio tecnologico. Accendete la radio e urlate insieme a lui:

There’s a starman waiting in the sky
He’d like to come and meet us
But he thinks he’d blow our minds
There’s a starman waiting in the sky
He told us not to blow it
‘Cause he knows it’s all worthwhile
He told me:
Let the children lose it
Let the children use it
Let all the children boogie

Elena Usai

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2 Risposte to “IL DANDY CHE VENNE DA MARTE”

  1. MARIA G. giugno 21, 2012 a 9:33 am #

    Ciao Ele! Articolo interessante!
    Kiss have a good day!!! 😉

  2. re barbaro giugno 22, 2012 a 6:16 am #

    Questa Elena Usai sembra tosta,bene cosi'(non sono un parente)

    ciao a tutti

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