A CONCERT 4 EMILIA

27 Giu

Il 25 di Giugno c’era un’aria strana al Dall’Ara .In macchina il termometro segnava 29° esterni e si preannunciava la solita “calicola bolognese”. Parcheggiamo e ci dirigiamo come scolari in gita verso Via Andrea Costa, saliamo le due rampe di scale per poi ritrovarci dentro. Capita sempre quando si entra in uno stadio, alzi gli occhi e vedi le gradinate piene di gente e si riempie il cuore, il corpo è come pervaso da mille emozioni, sembra di essersi appena fatti una dose doppia di adrenalina. La sensazione non può che salire, se si sa che si è li per un motivo .PER TENERE BOTTA .Così cerchi il posto migliore, perchè per una volta lo stadio era democratico, scelto il tuo settore non c’erano posti assegnati, lo sceglievi tu il tuo vicino. In situazioni come queste non ci sono facce strane, tutti sembrano essere amici tuoi e se Paolo Belli ti chiede di stringere la mano al tuo vicino, tu lo fai, non ti poni nessuna domanda. Ti siedi e aspetti che lo spettacolo abbia inizio e alzi gli occhi al cielo ed è rosa, quasi a volersi accompagnare a San Luca che è lassù e anche lui si godrà lo spettacolo. Una carezza di vento muove i capelli anche a chi non li ha, un’aria strana ripeto che chi ha vissuto a Bologna lo sa. Quando a Bologna è caldo, è caldo, non ci sono storie. Poi Morandi e gli Stadio intonano Piazza Grande e allora in un attimo sai che quella carezza, è la Sua carezza, un gesto semplice in puro stile Lucio. Voleva salutare la sua Bologna e grazie a quel vento ci è riuscito. Zucchero pietrifica con il suo suono della Domenica. Guccini e Caselli ti chiedi perchè non siano nonni tuoi, hanno gli occhi pieni di chi sa cosa ti deve essere insegnato, anche se poi magari ti direbbero: ma lascia andè !Ligabue è Ligabue. I Nomadi ti riportano all’auditorium delle elementari e tutti cantano, perchè tutti a loro modo si sentono un po’ vagabondi. Gli Stadio sorprendono, come Nek e pensi che la cotta che ti eri presa era giustificata visto il mantenimento! Carboni ti fa capire perchè hai amato tanto Bologna quando ci vivevi, lo senti dalla sua voce, lo trasmette e non puoi non sentirlo. Bersani ti ricorda quanto i giudizi universali non contino una “cippa lippa” e ti lascia incantato. Carrà e Mingardi ti fanno chiedere se ci sia qualche documento da qualche parte per mettere una firma e poter diventare grandi così! Bergonzoni ti fa capire che bisogna misurare ogni parola e che aimè in realtà significa HAI ME!I Modena City Ramblers fanno scendere la lacrima perchè lì, fanno sentire tutto il peso di 100 passi. Poi la Pausini entra sul palco e sembra ti dia uno schiaffo per la potenza che ha la sua voce, sembra volerti dire SVEGLIA! sveglia Lucio! e lui si fa sentire, tira ancora quel vento, per asciugare anche quella lacrima che Cremonini trattiene a fatica. Nell’anno che verrà c’è un augurio per il prossimo anno, un anno che per gli Emiliani riparte dal 20 di questo Giugno. Poi Gramellini con un Ave Maria che fa palpitare. Per loro. Per lui. Per tutti. Ave Lucio. Ave Emilia.

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