Archive | luglio, 2012

Alice in Summer: on the road

30 Lug

– […] Sal, dobbiamo andare e non fermarci mai finché non arriviamo.
– Per andare dove, amico?
– Non lo so, ma dobbiamo andare.

Andare, viaggiare. Niente valigie pesanti. Nessuna comodità. Preparare un semplice zaino e cominciare il cammino. Queste sono le poche cose che dissi a me stessa prima di iniziare il mio primo viaggio in solitaria. Destinazione: Portogallo!

Parlai con molte persone prima di partire. Molte di loro mi credevano pazza. “Da sola, in una terra che non conosci? ” ” Da sola? Ma non rischi di annoiarti?” ” Tutte le tue cose in un semplice zaino?”. La mia risposta era sempre la stessa: un semplice si. Si, alla voglia di perdersi in una terra sconosciuta. Si, solo ed esclusivamente con uno zaino. Si, da sola. Perché in fondo non si è mai soli. Ci si accorge di non essere l’unico individuo su questa terra a lasciarsi trasportare dal brivido dell’avventura. La tua vita si incrocia con quella di tanti altri viaggiatori, che come te hanno storie da raccontare e che come te sognano orizzonti lontani.

Nessuno sa quel che succederà, ma come dice Jack Kerouac l’importante è andare.

Questo è l’itinerario del mio viaggio: partenza dalla città di Porto. Prendere un treno e raggiungere la piccola cittadina di Aveiro, definita la Venezia del Portogallo. Salire su un pullman e arrivare alla città universitaria di Coimbra. E infine, giungere alla meta finale: la capitale Lisbona.

 

 

Elena Usai

Il leopardo

28 Lug

Linea semplice ed accattivante quella rappresentata con stile e manualità. La stampa in leopardo mette in risalto il carattere orgoglioso e libero del corpo .

Giorgia O.Onifade

Il fascino vintage della bici

27 Lug

La decisa affermazione dello stile “vintage” è ormai un dato di fatto. Ogni giorno, passeggiando per le vie della città, possiamo trovare splendide ragazze che sembrano uscite direttamente da un film anni ’50. Ma il fenomeno sta superando il confine degli oggetti della moda per spostarsi su tutti gli aspetti della nostra vita quotidiana. Anche sui nostri mezzi di trasporto, c’è stato un grande ritorno ad un oggetto intramontabile, la bicicletta. Un tempo, non molto lontano, era insolito vedere ragazzi e ragazze, vestiti all’ultima moda, andare a lavoro  o raggiungere gli amici al bar con questo mezzo,di solito era preferibile una fiammante decapottabile. Oggi una bicicletta, che rimanda agli stili di altri tempi  fa più tendenza di una Ferrari. Forse quest’ultima affermazione può sembrare un po’ azzardata, ma rimane comunque un dato di fatto che gli italiani hanno preferito di gran lunga questo mezzo di trasporto per passare le loro vacanze estive. Probabilmente sarà dovuto anche all’aumento del prezzo della benzina o al traffico congestionante della città, ma questa nuova tendenza, oltre ad essere ecocompatibile, è anche un buon esercizio fisico per mantenersi in forma. Quindi riesumiamo la vecchia bici della nonna, rimasta in cantina per non so quanto tempo, oppure facciamoci un giro al mercatino dell’usato più vicino e procuriamoci un oggetto che oramai è diventato un “must” di questa stagione. In questo periodo di crisi e di incertezza economica che lascia molti giovani spaesati e con molti dubbi sul proprio futuro forse aggrapparsi ad un passato idillico e pieno di buone speranze può essere la via giusta per ripartire, magari questa volta sue due ruote.

Alberto Fiorani   

The return…

26 Lug

Fiori d’ornamento, fiori d’eleganza e di riverenza. Non fa mai male un ritorno al passato, un ritorno di tradizioni e di sensazioni.

https://aliceinfashionland5.wordpress.com/2012/07/24/back-to-medieval-times/

Maly Andrea

SILENZIO! SI CANTA IL FADO!

26 Lug

Qual è il vero volto di una città? È una domanda che mi sono posta spesso durante il mio ultimo viaggio in Portogallo. Camminando per le strade di Lisbona ho scoperto il cuore pulsante della capitale portoghese: il quartiere popolare dell’Alfama. Un vecchio quartiere arroccato su una collina a sud di Lisbona,  che mette a disposizione dei sognanti turisti terrazze panoramiche ( dette miradouros ) dalle quali poter ammirare l’intricato ammasso di tetti rossi delle case e i fantastici panorami della città. Un labirinto di vie in cui perdersi, lasciandosi guidare dalle malinconiche note del Fado. Il termine Fado deriva dal latino Fatum ( destino ). È la musica popolare tanto cara al Portogallo, comparsa per la prima volta tra la fine dell’800 e i primi decenni del ‘900.

Una musica che viene composta ispirandosi al tipico sentimento portoghese della Saudade , uno stato d’animo che rispecchia le credenze popolari del destino, visto come qualcosa che ci domina e da cui non possiamo fuggire.Divenuto patrimonio intangibile dell’umanità nel 2011, le canzoni sofferte e intense del Fado trovano la loro massima espressione nella cantante fadista Amàlia Rodrigues , soprannominata ” O alma do Fado”. La voce del Portogallo, che con il suo lungo vestito nero e lo scialle sulle spalle ( ormai divisa per le fadiste ) riuscì a colpire le corde vibranti del cuore delle persone a livello internazionale, espandendo così le magiche melodie del Fado in tutto il mondo.Melodiche poesie che immergono chi le ascolta nel passato, nel presente e nel futuro della sua vita. Amori non corrisposti, storie di separazione e sofferenza. Un sentimento misto tra passato e presente, che non evoca soltanto tristi avvenimenti, ma anche grandi speranze nel futuro che verrà. Il Fado è pura interpretazione della parte più profonda dell’animo umano. Una parte che molti dimenticano di possedere.

Elena Usai

Linea ad uovo

25 Lug

La rappresentazione così raffinata e completa di questo outfit mostra delicatezza ed elganza nelle forme e nelle rifiniture. La forma femminile si copre di un rosso deciso e corposo che rispecchia la forza del figurino e del suo tessuto. Linea ad uovo e drappeggio sono il mix unico per una giusto carattere estivo. Arte eccellente del disegno targato Giorgia Onifade .

 

Giorgia O.Onifade

Moda Bolognese : anni 50 e 60

25 Lug

Il volume vuole gettare uno sguardo sulla moda a Bologna negli anni Cinquanta e Sessanta attraverso la storia della sartoria Maria Venturi, molto rinomata per gli abiti da sera e da sposa, che aveva sede a Palazzo Rusconi in via D’Azeglio.
L’archivio di questo atelier ha permesso di ricostruire non solo i modi di creazione e realizzazione secondo un prezioso sapere, ma anche quale fosse l’ampia clientela e il rapporto con essa, come avvenisse la partecipazione alle sfilate di moda, quali fossero i fornitori.
L’organizzazione del lavoro nella sartoria poggiava sulle lavoranti – “sartine”, che in questa attività trovavano una loro promozione sociale e professionale, ma anche l’accesso a una cultura dello stile e una partecipazione allo sviluppo produttivo della moda.
Maria Venturi sceglieva le linee secondo le proposte ancora imperanti dei couturier francesi, ma guardava anche ai modelli della moda italiana che sempre più si stava affermando, in quella  creazione di uno “stile nazionale” verso al quale gli anni Trenta avevano dato ampio spazio.
RECENSIONE REALIZZATA DA: http://www.persianieditore.com/edizioni/

INN COLLABORAZIONE CON:https://aliceinfashionland5.wordpress.com/wp-admin/post-new.php

Gruppo Persiani Editore