Madeleine Vionnet: l’innovazione in una statua greca

4 Lug

Medeleine Vionnet (1876-1975) è stata, insieme a Coco Chanel, una delle maggiori innovatrici della moda che il ‘900 abbia conosciuto. Trae ispirazione dal peplo di epoca classica durante la permanenza a Londra. Tornata a Parigi, cerca di introdurre le sue idee nella maison delle sorelle Caillot in cui lavora. Tuttavia, per poter liberare la sua donna dai dettami dell’abbigliamento di fine Ottocento deve aspettare il  1912: fonda la sua casa di moda al 222 di Rue de Rivoli a Parigi. Il suo atèlier diviene uno dei più frequentati dalle donne più facoltose al mondo. Le sue modelle sfilano a piedi nudi, finalmente libere da crinoline e corpetti con stecche di balena. Destrutturati, morbidi e impalpabili, i suoi capi appaiono fortemente innovativi: il drappeggio diventa fondamentale in abiti concepiti senza mai ricorrere all’uso di un bozzetto ma vestendo con pezzi di stoffa di forme geometriche manichini di 80cm. Ciò che ne viene fuori è un abito senza cuciture,  monopezzo (maniche comprese). Con Vionnet si apre la strada per una figura femminile snella, ma dalle morbide forme di una statua greca. Il seno viene valorizzato, il punto vita è sottile e sottolineato da cinture sottili, la gonna accentua i fianchi ed è svasata più in basso. Il taglio di sbieco dà al corpo quella sensualità che caratterizzerà l’abito a sirena in voga qualche decennio più tardi tra le attrici hollywoodiane.  Per le sue creazioni si serve di stoffe morbide, come la seta, la mussolina, il satin, il tulle, che seguono armoniosamente l’andatura  di chi le indossa.  Vionnet è la prima couturier a depositare in una sorta di “libro dei copyright”  tre foto (fronte, retro e di lato) di ogni modello da lei ideato. Si ritira dalla moda nel ’39 e la sua azienda non sarà rilanciata fino al 2009, anno in cui l’italiano Matteo Marzotto ne prenderà le redini. La sua indole innovativa e la sua creatività rimarranno, tuttavia, tra i simboli di una vera e propria rivoluzione dell’ abbigliamento femminile, quella del primo ‘900, quando alla tirannia della moda di fine Ottocento si sostituisce un abbigliamento più pratico e funzionale in linea con un nuovo ideale di donna che si ribella alle costrizioni.

Giorgia Onifade

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