Mario Buccellati tra genialità, amore e un pizzico di fortuna!

4 Lug

C’era una volta la dinastia dei Buccellati. C’era e c’è ancora oggi. Tutto ha inizio nel lontano 1889 quando ad Ancona viene al mondo Mario Buccellati. La sua famiglia, di origini lombarde, per problemi economici e familiari, decide di trasferirsi a Milano. Lì, Mario, grazie alla tenacia e al sostegno della madre intraprende un apprendistato presso la Beltrami & Besnati, azienda illustre, gestita da Annibale Beltrami e Angelo Besnati. Quest’ultimo fu orefice di grande fama, fra i migliori d’Europa, raffinato artigiano e profondo conoscitore di pietre preziose. Dopo la prima guerra mondiale, nel 1919, Mario Buccellati rileverà l’azienda in cui aveva avuto inizio la sua carriera come artista e gioielliere. Il mondo inizia ad accorgersi del suo splendore nel 1920 ad un’esposizione madrilena. “Non faccio il commerciante!” è la famosa frase pronunciata da Mario mentre lancia dalla finestra uno splendido portacipria, passato alla storia per avergli portato fortuna e successo. La sentita esclamazione era rivolta ad una nobildonna che aveva avuto il coraggio di chiedere uno sconto e che rimase annichilita come tutti i presenti. Buccellati, alla sua prima uscita internazionale, non aveva ancora venduto uno solo dei suoi capolavori, ma nonostante ciò nutre e pretende rispetto per il suo lavoro. Il suo orgoglio gli porta fortuna e il giorno seguente tutta la Madrid che conta, accorre all’esposizione per porre gli occhi su quell’italiano sconosciuto dal gran temperamento. Buccellati vende tutto. Viene persino invitato a presentare i suoi capolavori in una personale allestita negli sfarzosi saloni della casa Erraiz Y Comp. Giungono alla mostra anche i componenti della famiglia reale e la stessa regina madre Maria Cristina diventa sua cliente. La stampa nazionale rende onore al suo trionfo: Mario Buccellati ha conquistato la Spagna. Da qui ha inizio la fantastica carriera dell’orefice, da sempre sinonimo di eleganza, che ha fatto sognare le donne di tutto il mondo con le sue creazioni. Il suo stile è inconfondibile: perfetta miscela di tradizione ed innovazione, degno dei grandi orefici del Rinascimento, ma allo stesso tempo: moderno, caratterizzato da una tecnica di lavorazione che sembra trasformare l’oro e l’argento in tessuto prezioso. Dietro la costanza, la tenacia e la forza di questo uomo vi è l’amore dapprima della madre e poi della moglie Maria che lo sostennero per tutta la sua vita. L’amore, il gioiello più prezioso per ornare la proprio vita ed il proprio animo.

 Chiara Rovinetti Brazzi

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