BODY MODIFICATIONS

16 Lug

La decorazione del corpo con accorgimenti che ne cambiano la struttura estetica ha origini ancestrali: basti pensare al tatuaggio. Il termine deriva dal polinesiano “tatau” e fin dalle origini esso prevedeva una pittura permanente su pelle attraverso l’incisione dell’epidermide, oggi da parte di una speciale macchinetta che la fora in tanti punti per consentire al colore di penetrare al suo interno. Negli ultimi tempi tale tecnica è stata sperimentata anche all’interno della sclera dell’occhio. Nei secoli la sua funzione è andata evolvendosi: se fino a poco tempo fa era considerato indice di delinquenza, attibuito ai galeotti e ai componenti delle gang , oggi è utilizzato puramente come strumento di decorazione e ad esso viene spesso attribuito un significato intimo e personale, mentre anticamente veniva realizzato come simbolo di riconoscimento da gruppi religiosi, etnici e politici. Molte tribù indigene in Africa e in Oceania utilizzano le modificazioni del corpo come rito iniziatico durante il passaggio dall’infanzia all’età adulta. Si parla in  questo caso non solo di tatuaggi ma anche di scarnificazione: una tecnica di deformazione cutanea adottata da molte tribù africane connessa a riti iniziatici quanto alla concezione della bellezza femminile. Essa consiste nell’effettuare incisioni sulla pelle secondo un preciso disegno, inserendo poi bastoncini o sassolini che ritardino la cicatrizzazione, in modo da lasciarlo in rilievo. Il dolore viene sopportato in stoico silenzio come una sorte di esorcismo della morte. I Padaung in Birmania usano anelli via via più numerosi per allungare il collo delle donne, i Mursi in Etiopia un piattello per allargare il labbro inferiore o estensori ai lobi delle orecchie. La tendenza di piercing e estensori è ormai di uso comune nelle subculture occidentali come abbellimento del corpo: si passa da un semplice piercing al corset piercing (costituito da anelli tenuti in tensione da un nastro, sulla schiena, sul collo o sul busto). Il corset piercing deriva da performance artistiche estreme come la body suspension praticata in vari club: i performer vengono appesi grazie ai ganci conficcati nella pelle e sospeso, appunto, il corpo dopo alcuni minuti oltrepassa la soglia del dolore e raggiunge uno stato d’assenza, un rilassamento che dona piacere. Accanto ai piercing troviamo il tongue splitting (biforcazione o triforcazione della lingua attraverso il taglio lungo una linea centrale che non leda i nervi con puro fine estetico, che causa perdita di molto sangue e lunghi tempi di cicatrizzazione). Recentemente è esplosa,inoltre, la moda degli impianti sottocutanei in silicone, in varie forme, che rimangono in rilievo sotto la pelle (curiosa la bagelhead, letteralmente “testa di ciambella”, che ha spopolato in Giappone). Interessante notare come tali fenomeni subculturali abbiano portato alla nascita di una vera e propria setta religiosa, con tanto di sito internet che espone l’importanza delle body mods per la purificazione spirituale dei suoi membri

 (Church of Body Modifications: http://uscobm.com/).

 

Giorgia O. Onifade

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