Archivio | settembre, 2012

Il profumo siciliano…

29 Set

   

Non sfugge lo stile estremamente ricco ed elegante di questo abito in organza. Il fondo, come una tavolozza oscura, rende visibile questo armonico affesco floreale. I colori pastellati rispecchiano una natura malinconica ma estremamente mediterraneo, come del del resto la musa ispiratrice di Dolce e Gabbana: Monica Bellucci.Lo spettacolo di Taormina e di tutto l’habitat siciliano sono i protagonisti assoluti di questa campagna D e G. (link:  http://www.vogue.it/  )

 

 

 

 

Santoro Roberta

Dolce e Gabbana: la storia con Vogue

28 Set

L’operato di Dolce e Gabbana è l’espressione del “tocco italiano” nelle sue sfumature, linee e gradazioni. Dal tubino in organza all’ abito bustier per giungere ai magnifici abiti di ballo in pizzo e ricami. Lo scenario è unico: Sicilia, Taormina 2012. Vogue Italia per questo settembre ci racconta una storia di Alta Moda e la protagonista è la splendida Monica Bellucci. Il racconto e le immagini sensazionali, nonchè naturali e semplici, sono frutto di un lavoro in sinergia di Paolo Roversi e Davide Enia.

Link: http://www.vogue.it/

Santoro Roberta

Native Style

28 Set

Giorgia O.Onifade

Andrej Pejic: fascino androgino.

26 Set

Lunghi capelli biondi, occhi cerulei, 1 metro e 88 centimetri di altezza: Andrej Pejic è un modello di 21 anni, originario della Bosnia Erzegovina. All’ età di otto anni, nel ’91, durante la guerra in Kosovo, si trasferisce in Australia, a Melbourne. La sua carriera come modello inizia a 17anni, quando viene notato mentre lavora in un McDonald’s. La sua particolarità sta nei suoi lineamenti tanto versatili da consentirgli di sfilare in abiti femminili in modo tanto convincente, quanto in abiti maschili. Ha sfilato per stilisti come Jean Paul Gautier e Marc Jacobs ed è apparso nella campagna pubblicitaria di Silvian Heach, incarnando un’ideale di donna androgina ma tanto sexy da meritare nel 2011 il 98 º posto nella classifica delle 100 donne più sexy del mondo stilata dalla rivista americana FHM, dopo essere stato eletto 18º nella classifica dei 50 migliori modelli maschi da models.com. 

 Giorgia O. Onifade

FASHION SOSTENIBILE: MODA CRITICA (prima parte)

25 Set

Le cronache di questi giorni riportano casi di aziende chiuse per inquinamento e notizie come quella della preoccupazione di Facebook di rilevare le emissioni di CO2 dovute all’uso del social network,lasciano certamente intuire un’attenzione crescente dell’opinione pubblica al tema dell’ecologia. A questo moto di eco-coscienza l’industria della moda, da sempre cacciatrice di nuovi bisogni e di nuovi stili di vita, non poteva di certo rimanere indifferente. La spinta data da consumatori sempre più attenti, sta guidando il sistema moda a rivedere il suo atteggiamento nei confronti dell’ambiente. In quanto industria pesante, quella del fashion, inquina; e` perciò sempre più necessaria una rivalutazione della produzione. E` per questo che di recente stiamo assistendo a numerosi “buoni esempi”. A Marzo il marchio Pepe Jeans London ha lanciato sul mercato, una linea di Denim eco-friendly,che riduce drasticamente i lavaggi dei cinquetasche eliminando l’uso di prodotti chimici dalla filiera  produttiva. E mentre Stefanel promuove la sua capsule collection, ispirata agli anni 70′, in ecocashemere, stilisti del calibro di Stella Mc Cartney, progettano e producono le loro collezioni senza utilizzare materie prime di origine animale.Questa tendenza in crescita non e` sfuggita nemmeno ai grandi gruppi di moda democratica; per la stagione Spring/Summer 2012, il marchio svedese H&M, ha proposto la sua “Conscious Collection”, una collezione di abiti realizzati con materiali che vanno dal cotone organico al poliestere riciclato.Gli abiti ecologici riscoprono materiali “puliti” come l’ortica, la canapa ed il cotone, che non hanno subito trattamenti chimici nel processo di coltivazione e produzione, ma se fino a qualche anno fa vestire ecosostenibile significava indossare vestiti in cotone biologico bianco, semplici, lineari e diciamolo pure poco attraenti dal punto di vista fashion, oggi sempre più marchi si preoccupano di realizzare linee che uniscano ecosostenibilita` e moda.La giovane stilista tedesca Anke Domaske, ad esempio, trasforma tessuti in fibra di latte, in abiti bon ton; e questo perché la moda rispettosa dell’ambiente è già diventata uno stile di vita in paesi come Germania ed Inghilterra. Non e` un caso dunque che il College of fashion di Londra, ospiti già dal 2008 un centro per la moda sostenibile, qui si fa ricerca per il futuro, mentre nel nostro paese questa tendenza muove i suoi primi passi. Anche in Italia qualcosa pero` si sta muovendo, piccoli marchi, produzioni indipendenti, artigiani,lavorano riscoprendo fibre ecologiche, colorazioni naturali, materiali di riciclo, in linea con un sistema di produzione etico e responsabile. Una produzione di nicchia, spesso esclusiva e di alta qualità, che segue i principi di quella che per definizione viene chiamata moda critica; celebrata per il terzo anno consecutivo dall’evento So Critical So Fashion 2012. Dal 21 al 23 Settembre, Milano ospiterà questa tre giorni di moda “alternativa”, che riunirà stilisti, produttori e artigiani attenti ai principi di eco-sostenibilita` (per ulteriori informazioni visitate il sito della manifestazione http://www.criticalfashion.it/). In definitiva, pur rimanendo una tendenza di nicchia, quella del consumo  consapevole e` una soluzione in crescita, che sempre più spesso vede gruppi di persone organizzarsi per fare acquisti equo e solidali, boicottando quelle parti della filiera che sfruttano i lavoratori e il pianeta (si veda a questo proposito http://www.altromercato.it in cui si può trovare una sezione dedicata a moda e accessori).

Fonti:http://www.vogue.it/encyclo/moda/e/l-etica-della-moda

Valentina Lombardini

Marchande de Modes = Blogger = Stylist

21 Set

L’ultimo insegnamento del primo anno di facoltà, Storia del Costume e della Moda, è stata una  grande fonte di elementi che legano il passato  all’epoca che stiamo vivendo.Si è soliti definire il fenomeno  dei blogger come nuovo e all’avanguardia visto che ci  riferiamo solo al loro modo di comunicare (2.0 ) e all’enorme successo che certe/i hanno riscontrato in tutto il mondo.La figura dello stylist- inteso come colui che crea un insieme di abiti per un cliente, sembra legato agli ultimi anni, ma invece basta guardare solo tre secoli indietro per scovare le trisavole di queste figure.Nel XVIII secolo chi faceva l’abito “à la mode” aveva un enorme successo ma con un campo d’azione limitato. La coppia più famosa, formata da Rose Bertin e Maria Antonietta  era un vero  e proprio status symbol. Era Rose a modificare l’abito e far si che diventasse una moda ricercata,osannata e seguita in tutte le restanti corti , oggi  poche e considerate antiquate nel loro modo di abbigliarsi. Blogger e Stylist si rifanno a un mondo di riferimento formato da attori, modelle e cantanti famosi. I loro siti web hanno milioni di visualizzazioni. Postano foto con i loro abbinamenti che in poco tempo saranno seguiti da migliaia di ragazzi e ragazze. Ogni tanto peccano di cattivo gusto, ma anche Maria Antonietta non fu da meno quando consigliò al popolo di mangiare brioches!

 link foto: http://www.chicmuse.com/

link foto: http://www.mytheresa.com/it-it/designers/rachel-zoe/clothing.html?gclid=COb649u-xrICFcla3godl20AEg

Maly Andrea

Paola Frani: la tranquillità della moda.

20 Set

19 Settembre 2012: Milano Moda accoglie lo splendido  fashion show targato Paola Frani. La collezione primavera/estate  2013 è esplosa con un’ essenza floreale ed un tono estremamente femminile oltre che punk. L’elemento indiscusso è stato il tessuto: lento, flessibile, morbido e leggero. Scelta fondamentale per la presentazione di una serie di capi molto elaborati, lavorati ed operati; infatti le stampe riecheggiavano dolci giardini ricchi di orchidee e rami sottili come ad indicare la continuità della vita, della donna … dello stile. Lo sfondo era spesso accompagnato da varie gradazioni d blu e di verde erba e con tanta leggiadria si “ muovevano” in tutte le direzioni . Tute, pantaloni, camicie, gonne corte erano espressione di tanta naturalezza e di semplicità: un vero schiaffo ai colori shocking ed estremamente fluorescenti. Analizzando capi di spicco: è possibile notare l’uso di pietre posizionate con cura su tute ondulate ed eleganti, abiti distinti con linee geometriche alternate a quelle circolari, giacche ¾ bianche come tele su cui erano presenti pennellate scintillanti in oro, grigio, beige e ramato, pantaloni e bermuda caratterizzanti il tono più Exotic Punk ( come recita una T-shirt della collezione). La collezione ha declinato tanti colori in varie forme , dal blu al verde passando per un giallo tenue. Gli estremi del corpo sono considerati parte integrante dell’abito: smoky eyes  e scarpa in oro esprime il carattere indipendente della donna. Perché la creazione è donna!

link:  http://www.paolafranilive.com/

Santoro Roberta