FASHION SOSTENIBILE: VINTAGE ATTITUDE (seconda parte)

3 Ott

La moda critica esige consumatori consapevoli; per esserlo e` necessario ripensare all’impatto ambientale che il nostro vestire “usa e getta” ha prodotto negli anni, per farlo invece e` necessario iniziare ad acquistare capi che utilizzino tessuti di origine naturale, riciclati e certificati. Ma questa non e` l’unica strada. Il vintage, ad esempio, risponde alla perfezione alla formula delle tre R: Riduci, Riusa, Ricicla,“motto” dello stile di vita green che, coniato per i rifiuti, ben si adatta all’ambito dei vestiti.Quello di comprare abiti di seconda mano non e` un fatto nuovo nella storia del costume, tuttavia e`solo dalla meta` degli anni 90′, che si inizia a parlare di vintage, così come lo intendiamo noi. Se in origine, comprare abbigliamento usato era sinonimo di povertà, questa pratica cambia connotazione nel corso degli anni, fino a diventare una vera e propria mania.Oggi il termine vintage indica, nell’ambito dell’abbigliamento, tutta la produzione dagli anni 30′ in poi. Come i vini di pregio (da cui il termine viene preso in prestito) vestiti e accessori dei decenni passati, hanno acquisito negli anni fama, diventando al contempo simboli di ricercatezza. Il successo di questo stile e` dovuto anche ad un’esigenza di distinzione degli individui, che in questo modo si sottraggono alla tendenza contemporanea del total look monomarca. Tuttavia riciclare un capo non e` l’unica possibilità per ridurre il nostro impatto sull’ambiente. Anche i materiali come i tessuti possono essere recuperati e tornare a nuova vita con un po’ di creatività e manualità.Ed e` quello che fa la giovane Bianca più nota dai suoi followers come Chez Blanchette. Vegana, attenta alla natura, e` una vintage hunter; per le sue clienti Bianca seleziona abbigliamento ed accessori, che poi vende attraverso internet: http://www.chezblanchette.com/  Ma l’attività di questa giovane creativa non si limita alla ricerca vintage, perché nel suo negozio online http://blomming.com/mm/ChezBlanchette/items, Bianca vende anche le sue creazioni realizzate con tessuti di recupero.La moda che lei propone costituisce un’alternativa al fast fashion imperante, ed e` fatta di pezzi unici ed artigianali a prezzi contenuti; il tutto nel pieno rispetto di un etica attenta al recupero e all’ambiente.Dunque la scelta del vintage o di un abbigliamento hand made, permette di esprimere a chi lo indossa la propria individualità ed il proprio pensiero all’interno della società, ma richiede in molti casi un “cambio di rotta” apparentemente difficoltoso.Ecco alcuni consigli per approcciarsi al vintage firmati Chez Blanchette:1-Quali sono secondo te i capi vintage “must have” che non possono mancare nell’ armadio di chi abbraccia questo stile? Assolutamente un paio di levi’s (sia short che lunghi), un trench color sabbia per la mezza stagione,un paio di scarpe stile maschile magari punzonate all’inglese e per ultimo un bel maglione oversize per l’inverno (magari un vecchio maglione del babbo o del nonno) da portare come pezzo unico con un bel paio di collant pesanti e una scarpina bassa. 2-Cosa non butteresti mai via e di cosa, secondo te, bisogna tener conto quando si sceglie un capo vintage? Io non butto mai via niente, ma questo perchè ho anche iniziato a produrre una linea recycled. Spesso quando vado in cerca prendo alcune cose, che magari hanno un buchetto, un bottone che manca, una macchiolina. In quel caso è importante anche sapersi muovere per non buttare! Se manca un bottone è meno problematico, ma se ci sono piccoli buchi o delle macchioline, ed il capo quindi non si può vendere, allora si ricicla!!! 3-Come dare un allure più contemporanea ad un vecchio indumento? Ci sono davvero tanti modi, tutti gli abitini di una volta ad esempio, hanno in genere una vestibilità “abbondante” e a noi vanno un po’ larghi, ma basta indossare un bel cinturino in vita e portarli sblusati, per renderli subitoattuali, per le camicette stessa cosa, con un cinturino in vita o anche aperte davanti con sotto una canotta basic, si adattano perfettamente ad un bel paio di jeans. E che dire dei vecchi maglioni del nonno, che portati su un pantalone spesso risultano esageratamente grandi, ma se indossati a mo di abito si trasformano in un capo unico comodissimo e di tendenza. 4-Nella scelta di un abito o di un accessorio, piuttosto che nel dare nuova vita ad un tessuto recuperato, quali sono i tuoi criteri di scelta? Io guardo in primis il tessuto. Se i materiali sono sintetici o le fibre risultano fastidiose al contatto con la pelle, le scarto. Per me è essenziale che i tessuti siano il più possibile naturali, freschi in estate e caldi in inverno. Poi guardo ai colori, prediligo le tinte il più` possibile attuali o in ogni caso, che siano facili da abbinare. Io adoro ogni colore quindi diciamo che mi limito poco, ma trovo che le fantasie siano un ottima fonte di ispirazione. Negli anni poi, ho imparato a scegliere anche in base ai gusti delle mie clienti, che oramai conosco benissimo. In definitiva in un momento di crisi economica, ma anche di idee, riciclare e` la parola d’ordine visto che, sempre più spesso il mood di una collezione, e` dettato da un mucchio di abiti d’annatarivisitati e corretti da qualche stilista di grido.

Fonti:http://www.chezblanchette.com/

http://www.vogue.it/encyclo/manie/v/vintage

Valentina Lonbardini

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