Archivio | novembre, 2012

IN SEARCH OF LOST TIME

23 Nov

Natura e stile: composizioni sorprendenti e gaudenti

Styling: Özge Efek
Photographer:Eda Eriş
link: http://stylingdo.blogspot.it

 

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MODA MARE: CAPRI E POSITANO

20 Nov

Concetto di moda mare è basato su questi punti: lusso, turismo d’èlite , località prestigiose e vacanze a cinque stelle. Insieme a questi fattori va accompagnato un abbigliamento conforme e d adeguato: sportivo, elegante, disinvolto ed anche di grande tendenza e che si propone per le diverse fasi del giorno, in particolare il tempo libero, l’ultima novità. Per avere lo sviluppo di questo genere di tendenza c’era bisogno di località famose e creatori di talento. Difatti è quello che accadde in quel periodo in Campania, in particolare nelle splendide località di Capri e Positano, da qui partì una vera e propria moda, sviluppando l’economia del settore.  Parlando di Capri: qui non c’erano bellezze naturali, glamour, vita mondana e chic ma , forse pochi sanno, che l’artigianato sartoriale era una delle attività preminenti. Capri conserva oltre che queste caratteristiche, la vera tradizione come quella dell’ultra centenaria Boutique LA PARISIENNE. Fu Maria Della Monica a fondare la casa nel 1906: nato non solo come luogo in cui scegliere i vari capi ma anche di conversazione tra le signore sulla moda isolana. Durante il fascismo  c’è stato un periodo di stasi, ma il lavoro non mancava in quanto , anche se i materiali erano differenti ed alternativi, venivano realizzati abiti da sposa anche con la seta dei paracadute. Nel dopoguerra ecco l’epoca di grande splendore: negli anni 50, in concomitanza con il Piano Marshall ed il recupero in tutta Italia dell’artigianato e dei distretti che daranno vita alla vera moda targata Made in Italy, si assiste alla fase della Dolce Vita a Capri. La boutique torna ad essere il gioiello di sempre e verrà frequentata da grandi donne come Audrey Hepburn, Jacqueline Onassis, Liz Taylor e tante altre.  La stessa boutique partecipò all’evento MAREMODA negli anni 60/70 con la sfilata dei capi nella “ linea Capri” alla Certosa. Grande successo nel 1954 avrà il pantalone a righe per signora ideato dall’atelier Alberto , che stava studiando il modo per non sgualcire la stoffa e fare in modo che il capo potesse cadere a pennello.      Inoltre era l’anno della nascita del Centro moda Capri e il consorzio per la difesa dei prodotti di Capri, un modo per difendere e tutelare i creatori di moda di quel luogo evitando abusi.  Ritornando al grande esempio produttivo come MAREMODA, diremo che è stato un progetto innovativo dal 1967 al 1977 e venivano proposti abiti e collezioni per gli anni successivi, quindi con una mentalità già proiettata nel futuro. Furono inseriti grandi premi che riconoscevano il lavoro dei creatori di moda come TIBERIO D’ORO E TIBERIO D’ARGENTO E FARAGLIONI D’ARGENTO , assegnati per l’artigianato. Poi nel 1968 in occasione della seconda edizione di MAREMODA  ecco comparire il marchio LINEA CAPRI che riuniva 14 boutique dell’isola. Con il tempo questi eventi divennero sempre più prestigiosi, ma poi  nel 1973 arrivò il colera a Napoli e la manifestazione fu rinviata. Negli successivi si pensò di farla anche nella splendida costiera amalfitana e sembrò che da quel punto potesse ripartire la macchina della moda, dopo un periodo di buio. C’è come progetto immediato quello di esportare lo stile a New York : così la trasferta dal 13 al 20 novembre 1977 si sarebbe dovuta concludere con un gran profitto e invece nulla di fatto visto che gli organizzatori non trovarono sedi disponibili perché già prenotate e tornò in Italia con grande malinconia. Ed ecco che l’avventura MODAMARE si concluse nel 1978 con la convocazione del consiglio direttivo.

Santoro Roberta

 

Cortina d’Ampezzo: la Regina delle Dolomiti

16 Nov

Cortina d’Ampezzo comincia ad affermarsi come meta turistica ambitissima durante il ventennio fascista grazie ai bellissimi panorami. La moda sportiva che viene adottata dal bel mondo a Cortina diventa oggetto del desiderio quando i suoi protagonisti (come la principessa Maria José Savoia, Edda Mussolini ed Emilio Pucci) vengono fotografati durante gli eventi mondani e sulle piste. Già nel 1939 quindi il “visto a Cortina” assicura il successo di una moda: giacchine a doppio petto, maglioni a girocollo, pantaloni di foggia maschile, pellicce pregiate che continuano ad essere indossate nonostante la politica autarchica le scoraggiasse.Il rilancio come meta turistica avviene nel 1956, con le Olimpiadi invernali, le prime ad essere trasmesse in televisione: fu grazie a quest’evento che il paese diviene conosciuto in tutto il mondo e grazie alle sue frequentazioni eccellenti diventa il luogo simbolo della Dolce Vita. Celebrità dell’epoca come Brigitte Bardot, si fanno fotografare accrescendo ulteriormente nell’immaginario collettivo l’idea di Cortina come luogo esclusivo e lussuoso. A partire dagli anni sessanta anche l’industria cinematografica collabora alla promozione di Cortina: La Pantera Rosa, 007 – Solo per i tuoi occhi, per non parlare delle numerose commedie all’italiana, sono alcuni dei film in cui la regina delle Dolomiti fa da sfondo ma anche da protagonista. Il sistema moda, di conseguenza, investe nel territorio, ed è infatti in questo periodo che nascono boutiques lussuose come Moncler in grado di soddisfare una clientela esigente, che desidera passare l’inverno all’insegna non solo dello sport, ma anche dello shopping e della mondanità. Oggi, Cortina è ancora capace di attrarre grazie ai numerosi eventi sportivi e culturali, fonte di un turismo d’élite insieme alle gallerie d’arte e all’artigianato di altissima qualità. I grandi imprenditori italiani, quali Marzotto, Della Valle, Fendi, Benetton, Barilla, Montezemolo visitano spesso la valle con la famiglia. Anche la moda costituisce un richiamo per l’alta
società: Bulgari presenta le sue novità durante il torneo di polo su ghiaccio e nel 2011 si è svolta una Fashion Week cortinese per inaugurare la stagione invernale tra shopping raffinato, happening e aperitivi eleganti offerti proprio dai negozi di Corso Italia.La presenza di marchi di lusso costituisce un richiamo per l’alta società internazionale: in Corso Italia sono presenti negozi monomarca quali Ballantyne e Paul and Shark, ma soprattutto boutiques multimarca con prodotti di lusso (Le Noir, Kraler) e gioiellerie rinomate a livello mondiale come Chantecler e Granocchia Fine Art.L’enorme punto vendita Benetton presenta le collezioni in anteprima di una o due stagioni, per far sì che i consumatori possano essere all’avanguardia e l’azienda possa rilevare il successo o meno di un determinato capo.La boutique senz’altro più rinomata è Franz Kraler, un luxury multibrand store che vanta oltre 70 marchi internazionali, alcuni noti come Bottega Veneta, Balmain, Jimmy Choo e Salvatore Ferragamo e altri forse meno conosciuti ma di altissima qualità, soprattutto i marchi di pellicceria. Il punto vendita di Cortina, aperto nell’agosto 2004, e quello di Dobbiaco, ristrutturato nel 2009 e situato castello ex residenza estiva di Francesco Giuseppe, sono considerati tra i negozi più belli del mondo, grazie all’arredamento e alle vetrine, e spesso segnalati da importanti riviste quali Vogue e Vanity Fair. Kraler inoltre organizza eventi in occasione delle manifestazioni culturali e sportive come la Coppa d’Oro delle Dolomiti, l’Euro Chocolate e il festival Cortinametraggio.In conclusione Cortina d’Ampezzo si è imposta come mecca del turismo di lusso grazie agli splendidi panorami già nel secolo scorso, ma oggi è capace di mantenersi tale grazie alle iniziative prese anche dal mondo della moda, che sfrutta le risorse del paese per creare cultura e dare alla Regina delle Dolomiti un’aura da sogno.

Laura Dal Pont

HARRODS DISNEY PRINCESS – abiti da favola

11 Nov

E se le favole diventassero realtà, invadendo il mondo della moda, che cosa succederebbe?
Questa probabilmente e` la domanda che ha impegnato le menti dei responsabili del più celebre dei grandi magazzini londinesi Harrods. Come ogni anno, in vista delle festività natalizie, lo store di Londra ha inaugurato le sue vetrine, che certamente faranno sognare non poche donne. Il tema per questo Natale, si ispira all’universo disneyano; Harrods ha infatti scelto di dedicare una linea di abiti alle Principesse dei film Disney, ognuna delle quali sarà vestita per l’occasione da un famoso stilista. In questa favola reale Cenerentola andrà al ballo fasciata in un abito di Versace, Biancaneve accudirà i sette nani in uno splendido outfit firmato da Oscar de la Renta, mentre Belle incontrerà la sua bestia indossando un vaporoso vestito di Valentino. In fondo anche la moda, come i sogni, e` fatta di desideri.

 Lombardini Valentina

CHE COSA NE PENSATE? A VOI LA SCELTA!

8 Nov

“Che cosa ne pensate? Vorrei il vostro parere!” Ecco la fatidica domanda con cui la Prof. si rivolge ai suoi alunni lasciandoli tutti un po’ spiazzati, finchè tra questi non si fa largo un/una coraggioso/a o che dir si voglia, che apre le danze all’avvio della conversazione. Bè, questa famosa domanda è stata rivolta anche a noi, studenti universitari, durante la lezione di “Cultura e design della moda”, riguardo al confronto tra le subculture giapponesi sviluppatesi tra gli anni ’90 e l’inizio del XXI secolo, e il modello di donna proposto dal fotografo Helmut Newton, affermatosi durante gli anni Ottanta del secolo scorso.  Premetto che, a differenza di quelle occidentali, le subculture giapponesi hanno avuto come figura centrale la donna, precisamente la Kogyaru, la liceale. Nel giro di poco tempo si sono sviluppate diverse subculture; ad esempio, le Ganguro, le Yamamba, le Manba, le Bamba, le Lolita, ecc. e nel 2001 nasce il “Cure Maid cafè” in cui ragazze molto giovani, indossando vestiti che riprendevano la classica divisa delle cameriere francesi, servono i clienti come se fossero padroni nella propria lussuosa residenza, invece che in un semplice bar. Tutto ha come unico scopo il divertimento, una sorta di distacco dalla realtà; non vi è alcun fine erotico, il massimo che è concesso ai padroni è farsi una foto con la propria cameriera preferita.

In Occidente, invece, gli anni Ottanta sono di fermento, di protesta e di “liberazione” della donna dal ruolo della rilegata a vita privata, come per molto tempo era stato. Helmut Newton, con i suoi scatti, rappresenta perfettamente la nuova ideologia che si crea attorno alla donna: l’apparente libertà raggiunta, l’illusoria conquista del potere. Purtroppo io credo che ancora oggi la donna non abbia raggiunto la vera libertà, la rivoluzione ha cambiato soltanto l’apparenza, ma la sostanza rimane sempre la stessa. Nel caso del Maid Cafè, pur incentrandosi su una base puramente ludica, l’erotismo è stato semplicemente nascosto, perchè l’idea proposta è quella di avere a propria disposizione qualsiasi “innocente” ragazzina (non possono avere un’età superiore ai 20 anni) ed essere “serviti e riveriti” da loro; trovarsi nella condizione di superiorità pur venendo tutto proposto in maniera carina ma con ruoli ben chiari, il gioco di potere è ben espresso. Se osservate attentamente le tante fotografie di Helmut Newton, come ad esempio quella sotto proposta, si può subito notare che la donna immortalata è sempre molto bella, esteticamente parlando; è potente, spavalda, disinibita, la sua posa non lascia alcun sbaglio nella comprensione del messaggio, i tacchi


a spillo esaltano la sua apparente maestosità e sicurezza. Ma, se andiamo un po’ più a fondo, ciò che viene in mente è tristezza; tristezza perchè sia la donna sia l’uomo, che la guarda, sono ridotti a semplici esseri che si basano solo sull’erotismo, mentre la loro vera natura, il loro essere, vengono sminuiti. La donna, per affermarsi, sembra che non possa far altro che mostrare il suo corpo, attirando così l’attenzione dell’uomo che, a sua volta, viene disprezzato e sottovalutato, la cui attenzione può essere attratta soltanto a livello sessuale, possedendo il sesso opposto che diventa un semplice oggetto. L’unica differenza tra passato e presente è che ora la donna si può spogliare ed essere oggetto di desiderio di tutti;  non ne vengono esaltate le sue vere qualità, che sono molto superiori. Sono convinta che l’uomo e la donna siano molto più di questo, dato che ognuno di noi è costituito da anima, mente e corpo: la vera bellezza è quella che scaturisce dagli occhi quali specchio dell’anima, dal modo di vivere, di agire, di pensare. Ritengo che il corpo sia una componente importante, ma se si dà spazio solo a quella allora tutto perde senso e si basa solo sulla superficialità, sul nulla. L’uomo è tutt’altro che semplice. Per tanto tempo la moda è stata considerata come qualcosa di frivolo, riguardante solo l’estetica, ma nonostante ciò è sempre stata un elemento centrale della società: se soltanto venisse intesa ed usata come uno strumento di miglioramento per l’uomo e non di possesso sull’uomo, acquisterebbe un’aurea molto più affascinate e benigna. La moda è una forma d’arte e come ogni cosa può essere utilizzata nel migliore dei modi per un bene maggiore, sta a noi la scelta.

 Chiara Rovinetti Brazzi

IN SEARCH OF LOST TIME

5 Nov

Styling: Özge Efek
Photographer : Eda Eriş