CHE COSA NE PENSATE? A VOI LA SCELTA!

8 Nov

“Che cosa ne pensate? Vorrei il vostro parere!” Ecco la fatidica domanda con cui la Prof. si rivolge ai suoi alunni lasciandoli tutti un po’ spiazzati, finchè tra questi non si fa largo un/una coraggioso/a o che dir si voglia, che apre le danze all’avvio della conversazione. Bè, questa famosa domanda è stata rivolta anche a noi, studenti universitari, durante la lezione di “Cultura e design della moda”, riguardo al confronto tra le subculture giapponesi sviluppatesi tra gli anni ’90 e l’inizio del XXI secolo, e il modello di donna proposto dal fotografo Helmut Newton, affermatosi durante gli anni Ottanta del secolo scorso.  Premetto che, a differenza di quelle occidentali, le subculture giapponesi hanno avuto come figura centrale la donna, precisamente la Kogyaru, la liceale. Nel giro di poco tempo si sono sviluppate diverse subculture; ad esempio, le Ganguro, le Yamamba, le Manba, le Bamba, le Lolita, ecc. e nel 2001 nasce il “Cure Maid cafè” in cui ragazze molto giovani, indossando vestiti che riprendevano la classica divisa delle cameriere francesi, servono i clienti come se fossero padroni nella propria lussuosa residenza, invece che in un semplice bar. Tutto ha come unico scopo il divertimento, una sorta di distacco dalla realtà; non vi è alcun fine erotico, il massimo che è concesso ai padroni è farsi una foto con la propria cameriera preferita.

In Occidente, invece, gli anni Ottanta sono di fermento, di protesta e di “liberazione” della donna dal ruolo della rilegata a vita privata, come per molto tempo era stato. Helmut Newton, con i suoi scatti, rappresenta perfettamente la nuova ideologia che si crea attorno alla donna: l’apparente libertà raggiunta, l’illusoria conquista del potere. Purtroppo io credo che ancora oggi la donna non abbia raggiunto la vera libertà, la rivoluzione ha cambiato soltanto l’apparenza, ma la sostanza rimane sempre la stessa. Nel caso del Maid Cafè, pur incentrandosi su una base puramente ludica, l’erotismo è stato semplicemente nascosto, perchè l’idea proposta è quella di avere a propria disposizione qualsiasi “innocente” ragazzina (non possono avere un’età superiore ai 20 anni) ed essere “serviti e riveriti” da loro; trovarsi nella condizione di superiorità pur venendo tutto proposto in maniera carina ma con ruoli ben chiari, il gioco di potere è ben espresso. Se osservate attentamente le tante fotografie di Helmut Newton, come ad esempio quella sotto proposta, si può subito notare che la donna immortalata è sempre molto bella, esteticamente parlando; è potente, spavalda, disinibita, la sua posa non lascia alcun sbaglio nella comprensione del messaggio, i tacchi


a spillo esaltano la sua apparente maestosità e sicurezza. Ma, se andiamo un po’ più a fondo, ciò che viene in mente è tristezza; tristezza perchè sia la donna sia l’uomo, che la guarda, sono ridotti a semplici esseri che si basano solo sull’erotismo, mentre la loro vera natura, il loro essere, vengono sminuiti. La donna, per affermarsi, sembra che non possa far altro che mostrare il suo corpo, attirando così l’attenzione dell’uomo che, a sua volta, viene disprezzato e sottovalutato, la cui attenzione può essere attratta soltanto a livello sessuale, possedendo il sesso opposto che diventa un semplice oggetto. L’unica differenza tra passato e presente è che ora la donna si può spogliare ed essere oggetto di desiderio di tutti;  non ne vengono esaltate le sue vere qualità, che sono molto superiori. Sono convinta che l’uomo e la donna siano molto più di questo, dato che ognuno di noi è costituito da anima, mente e corpo: la vera bellezza è quella che scaturisce dagli occhi quali specchio dell’anima, dal modo di vivere, di agire, di pensare. Ritengo che il corpo sia una componente importante, ma se si dà spazio solo a quella allora tutto perde senso e si basa solo sulla superficialità, sul nulla. L’uomo è tutt’altro che semplice. Per tanto tempo la moda è stata considerata come qualcosa di frivolo, riguardante solo l’estetica, ma nonostante ciò è sempre stata un elemento centrale della società: se soltanto venisse intesa ed usata come uno strumento di miglioramento per l’uomo e non di possesso sull’uomo, acquisterebbe un’aurea molto più affascinate e benigna. La moda è una forma d’arte e come ogni cosa può essere utilizzata nel migliore dei modi per un bene maggiore, sta a noi la scelta.

 Chiara Rovinetti Brazzi

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