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Cupido colpisce ancora!

23 Ott

Per voi la seconda parte di un’interessante intevista a Benedetto Grassotti che ha descritto con semplicità il suo lavoro e la sua passione: la Musica! Inoltre presentiamo anche il suo secondo singolo: “WITHOUT YOU”.

7 come mai la scelta di cantare in inglese?

Musicalmente parlando, amo alla follia gli artisti stranieri. Per me sono avanti 1000 anni rispetto agli italiani, sia come produzioni, che come performances. Non esiste il confronto! La mia ispirazione sono artisti come Madonna, Britney Spears, Justin Timberlake, Rihanna, Lady Gaga, Beyoncé, ecc… Io amo scrivere testi in inglese e credo che questa sia la lingua migliore per il sound pop-dance che mi caratterizza.

8per il futuro ci sono progetti importanti?

Lavorare a nuovi album, esibirmi ed entrare nelle vostre case tramite la mia musica! haha J

9 sapresti dare ai giovani alcuni consigli utili per seguire i propri sogni?

Beh bisogna lavorare tanto! Non tutti i sogni sono facili da raggiungere. Io, per esempio, ho proprio scelto un campo difficilissimo, ma è la mia vita, non potrei andare avanti senza. Bisogna provare, provare e lavorare tanto e con i mezzi che si hanno a disposizione. Tutto questo però deve essere affiancato da una strada che ti tenga in piedi nel caso il tuo sogno ti volti le spalle. Ma è difficile!

10 il tuo lavoro è iniziato quando?

Beh, sono anni che mi dedico alla scrittura dei brani, ma le registrazioni dell’album sono iniziate a gennaio 2012. Sono terminate all’inizio dell’estate e l’album è finalmente disponibile su iTunes dal 24 settembre.

11 hai conosciuto la fatica della gavetta? Se sì , cosa ne pensi di tale percorso?

Io sono totalmente nella fase gavetta! Non sono ancora arrivato da nessuna parte. Anzi si, sono arrivato ad uno dei punti che mi ero prefissato nella vita: appunto creare un album! È come un figlio! Chissà cosa mi riserva il futuro! Spero fans, concerti.. avere persone che cantano le tue canzoni deve essere un’emozione pazzesca. Commuove solo il pensiero.

12sei uno studente della facoltà di Culture e Tecniche di moda e segui quindi molto il settore del fashion. Qual è il tuo  personale concetto di style?

Beh la moda e la musica spesso vanno di pari passo. Io amo vestirmi, amo comprare nuovi capi e crearmi nuovi outfits! Lo stile, al giorno d’oggi, è colpito da una forte standardizzazione. Sono pochi i casi che si contraddistinguono. Io personalmente amo vestirmi elegante o “streets”. Non mi importa molto del luogo in cui vado (ovviamente fino ad un certo punto): se, per esempio, quando vado al supermercato voglio mettere una giacca elegante, da cerimonia, lo faccio! Questo è un consiglio che do a tutti: indossate ciò che vi fa stare bene,non importa tanto l’occasione, quanto l’essere sempre accattivanti!

13 per il photoshoot di CUPIDO quale look hai adottato?

Il mio: un po’ streets ed un po’ elegante.

14 ti auguro di avere una splendida carriera e per questo ti invito a far sempre riferimento al nostro blog per poter dare delle news, comunicazioni importanti e perché no parlare del tuo percorso musicale . Saresti disponibile per fare ciò?

Ovviamente! Non potrei che esserne felicissimo.

 

IL LINK PER ACQUISTARE L’ALBUM SU iTunes http://itunes.apple.com/it/album/cupido/id559929718

Santoro Roberta

GOD SAVE MICK JAGGER!

4 Ott

Un personaggio di un film una volta ha detto: “Credete che Mick Jagger possa continuare a fare la rockstar anche a 50 anni?”. Si può pensare agli anni 2000 come il rantolo della morte, l’ultimo annaspo e singulto del rock n’roll. Forse si, forse no. Ad ogni modo, nel bene e nel male, siamo arrivati al 2012 e sir Michael Philip Jagger è arrivato all’età di 69 anni proponendoci una nuova raccolta composta da 50 canzoni + due inediti, intitolata “ Grrr!”, in uscita il 12 e il 13 novembre in onore del 50° anniversario delle pietre rotolanti. Ma non è finita qui! Il cofanetto, disponibile anche in vinile, uscirà in corrispondenza con quattro esibizioni dal vivo annunciate a Londra e a New York. Ebbene si, credo proprio che Mick Jagger continui a dare vita al rock n’roll, e non all’età di 50 anni, ma bensì 70! Un uomo che racchiude in sé trasgressività, carisma e sensualità. Leader del gruppo storico che riuscì a reinterpretare una musica chiaramente sexy come il blues e renderla rock negli anni fondamentali per la musica ma non solo. Gli anni ’60 infatti possono essere considerati come un enorme parco che racchiude in sé i mondi dell’arte, della musica e della moda e che al giorno d’oggi molti avrebbero voluto vivere. Un epoca in cui entrano in rapporto stili differenti. C’era chi parteggiava per l’innocente Gigliola Cinquetti e chi invece per l’energica Rita Pavone; chi per i Beatles e chi per i Rolling Stones. L’epoca dei giovani al centro del mondo, che ricercano nelle figure dei miti musicali la loro identità esternata attraverso l’abbigliamento e la moda. Mick Jagger, con la sua sfacciata e scandalosa reputazione divenne uno dei miti più inseguiti da ragazzi e ragazze, emblema della ribellione contro le istituzioni ed anche un importante icona di stile. Un corpo esile che trasuda sensualità attraverso jeans, leather pants o t-shirt skinny, uno stile definito dalla stessa rivista “ Vogue” British-Rocker-Chic: elegantemente graffiante.

Basta bla bla bla, fermate le vostre vite per soli 4 minuti e guardate il live qui sotto! Rock on!

Elena Usai

Cupido: la nuova filosofia di amare.

2 Ott

La presentazione è d’obbligo: Benedetto Grassotti rappresenta un grande esempio di giovane studente appassionato. La passione è la sua vita e la sua vita è la musica. Studente della Facoltà di Culture e tecniche di moda, ha trovato una valida espressione di se stesso e dell’amore attraverso testi profondi e allo stesso tempo brillanti. Quello che Alice ha sempre cercato di dire, ovvero coinvolgere tutti i giovani nelle personali attività ed interessi, si sta ora concretizzando con tutti voi e con Benedetto. La gavatta, il lavoro, il sacrificio, lo sconforto e l’idea di non farcela sono tutte le sensazioni che lui è riuscito a organizzare e selezionare. Il messaggio, positivo  è di crederci fino in fondo e provarci, anche se in modo spensierato, perchè in fondo quello che si costruisce con allegria e piacevolezza, risulta ampiamente riuscito. Non mi dilungo e vi lascio alla prima parte di questa significativa intervista ed ovviamente al video musicale del suo primo singolo S.E.X.

1 Benedetto raccontaci in breve la tua storia musicale che ti ha portato ad ottenere grandi soddisfazioni come l’ultima con il tuo album: “ cupido”.

Canto, ballo e scrivo testi in inglese da diversissimi anni. Ho deciso di lavorare al mio primo album con Alberto Benati, il mio produttore artistico, all’oscuro di tutti, concentrandomi sulla creazione di un progetto che riflettesse il mio stato d’animo del momento e che soprattutto portasse le persone nuovamente a credere nell’amore, quello vero. Non sono (momentaneamente) sotto contratto discografico, tutto è stato fatto in una sorta di “intimità”, con la speranza che un giorno le cose possano diventare più “solide”.

2 qual è il significato profondo del tuo album?

Più passano gli anni e più mi rendo conto che l’amore sta perdendo la sua importanza. Partendo dal presupposto che ognuno è giustamente libero di fare ciò che preferisce, mi sono accorto però che le persone oggi preferiscono situazioni instabili e rapporti occasionali: tutto questo perché è più “semplice”, non richiede tanto impegno, non richiede troppe emozioni, succede e basta, non ti “lega” realmente in qualche modo. L’amore, il portare avanti un rapporto serio, invece, è qualcosa di impegnativo e di cui le persone oggi si dovrebbero vantare. L’amore ti riempie di emozioni, sensazioni e brividi indescrivibili ed è un peccato che sia “snobbato” in questo modo e solo perché è più facile non  impegnarsi. Con questo album perciò vorrei che le persone ripensassero a quanto è bello, a quanto si possa star bene ad amare, a quanto si possa sbagliare nell’amore e a quanto sia bello il sesso con la persona che si ama!

3 in che modo hai lavorato per poter realizzare questo progetto?

Come spiegavo prima, ho lavorato con Alberto Benati (ex componente dei Ridillo, ora produttore nel suo studio Funklab a Luzzara [RE]) per la parte musicale di tutti i pezzi. Tutte le melodie ed i testi sono stati ideati da me in questi ultimi 2 anni, con una forte produzione nella seconda parte del 2011 perché l’amore mi ha totalmente ispirato. (Ho anche collaborato con il dj Alex Ratti, con cui non vedo l’ora di poter rilavorare, in modo più frequente e profondo).

4per la produzione del tuo lavoro musicale quali sono stati gli steps che hai seguito?

Dopo essermi reso conto di avere abbastanza materiale per incidere un intero album, ho accettato la proposta che mi era stata fatta di lavorare a questo progetto. Passavo le giornate nello studio Funklab del mio produttore, dalle 9 circa della mattina fino alle 9 di sera. C’è stato un forte “feeling” musicale tra noi; è stato facile lavorare.

5questo è un grande inizio per te ovviamente, riesci già a pensare al dopo?

Non ho idea dei risultati che mi darà questo album autoprodotto e senza casa discografica. Io sono felicissimo di averlo fatto: spero le persone apprezzino il mio lavoro, spero che la mia musica le porti a stare bene e che ricordi a tutti di occuparsi e di proteggere le persone amate e di non essere spaventati dalla sensualità.  La cosa che più desidero è poter ottenere un budget tale da permettermi la produzione di un nuovo album, a cui sto già lavorando, per quanto riguarda i testi e le melodie.

6 il set in cui pensate di girare il video di “S.E.X.” come lo avete scelto?

Il video deve essere ancora girato. Stiamo pensando ad un sacco di locations, ad un sacco di idee e concepts. Ciò lo sto facendo ascoltando le persone a me vicine, ma anche i consigli che mi arrivano dagli amici di facebook, che tengo sempre aggiornati e che partecipano ai vari contests che propongo per avere le loro proposte. Come anticipazione vi posso garantire che nel video sarà presente una coreografia, dato che sono ballerino di HipHop e VideoDance da moltissimi anni

Santoro Roberta

ESKIMO

6 Set

Studiando per un esame l’importante filo che unisce moda ed arte mi sono domandata:  e la catena che lega moda e musica? È un fenomeno che può essere osservato da diversi punti di vista. Da un lato si può analizzare la figura dell’artista come fonte di ispirazione per il panorama della moda, sia sulle passerelle che per le strade. Ma non è il caso che ci riguarda ( almeno per oggi). Dall’altro lato possiamo focalizzare il nostro sguardo su ciò che l’artista ha creato: la sua canzone. Parole e suoni che raccontano storie. Amore, rabbia, odio, solitudine, protesta..tanti sono i temi, tante le emozioni. A volte è un abito, posto all’interno della canzone che racconta una storia. Oggi l’abito in questione è l’ Eskimo, e l’artista il grande cantautore italiano Francesco Guccini.

In linea generale l’Eskimo fu il capo di abbigliamento indossato dagli studenti e dagli operai durante le dure proteste dell’indimenticabile 1968. Utilizzato come simbolo del proletariato poiché di prezzo accessibile alle fasce meno abbienti, l’eskimo era un giaccone impermeabile di semplice fattura, lungo fino alle ginocchia o a mezza coscia, dotato di cappuccio e larghe tasche. Il colore predominante era il verde militare, ma esisteva anche nelle varianti blu scuro e color nocciola. Erano soprattutto i militanti e i simpatizzanti di sinistra ad indossarlo insieme alla tradizionale kefiah palestinese annodata al collo, divenendo così un’ importante icona simbolica di una classe sociale e dell’ideologia politica degli anni settanta, alla quale Guccini dedicò la sua canzone.

Uscì nel 1978 all’interno dell’album “ Amerigo”. Il brano fa riferimento al periodo giovanile in cui il cantautore era ancora sposato con la sua fidanzata storica Roberta Bacillieri. Con un misto di privato e politica, malinconia e umorismo, Guccini da l’addio ad una persona che non ama più, in questo caso alla moglie. Paragonando l’elegante cappotto borghese della moglie all’eskimo da lui indossato sottolinea la differenza tra il mondo borghese e il suo, fatto invece di rivolte e ideali. Voleva riuscire ad amarla, ma si accorse che in realtà aveva fallito, domandandosi se un giorno avesse potuto provare questo sentimento.

“Diciamolo per dire, ma davvero si ride per non piangere perchè 
se penso a quella che eri, a quel che ero, che compassione che ho per me e per te. 
Eppure a volte non mi spiacerebbe essere quelli di quei tempi là, 
sarà per aver quindici anni in meno o avere tutto per possibilità… 

Perchè a vent’ anni è tutto ancora intero, perchè a vent’ anni è tutto chi lo sa, 
a vent’anni si è stupidi davvero, quante balle si ha in testa a quell’ età, 
oppure allora si era solo noi non c’ entra o meno quella gioventù: 
di discussioni, caroselli, eroi quel ch’è rimasto dimmelo un po’ tu…”

Beyonce’: the power of music

9 Ago

Beyoncé, un nome ed una garanzia. Ha solamente 30 anni ma ha già all’attivo milioni e milioni di dischi venduti ed innumerevoli premi vinti tra cui 16 Grammy Awards. Oltre ad essere una delle cantanti più brave e complete (la famosa rivista americana Billboard l’ha eletta artista del decennio) mostra un grande lato umano a discapito del solito stereotipo della celebrità. Oltre alle due organizzazioni benefiche create da lei, per il suo ultimo progetto ha deciso di collaborare con le Nazioni Unite donando la sua canzone  I Was Here per attuare una campagna di sensibilizzazione a livello mondiale volta ad incoraggiare tutta la popolazione a impegnarsi per fare del bene agli altri. Questa collaborazione inizierà il 19 Agosto, Giornata Umanitaria Mondiale appunto, per la quale sarà realizzato un video che accompagna la canzone. Ecco cos’ha dichiarato Beyoncé riguardo a questa nuova esperienza: La bellissima star ha dichiarato a riguardo: “ Tutti leggiamo i titoli dei giornali e pensiamo: cosa possiamo fare per dare una mano?”. La Giornata Mondiale Umanitaria è un’opportunità per tutti noi per lavorare insieme e fare la differenza. È arrivato il momento di lasciare il nostro segno nel mondo e dimostrare che c’eravamo e ci tenevamo” .

Matteo Mecenero

SILENZIO! SI CANTA IL FADO!

26 Lug

Qual è il vero volto di una città? È una domanda che mi sono posta spesso durante il mio ultimo viaggio in Portogallo. Camminando per le strade di Lisbona ho scoperto il cuore pulsante della capitale portoghese: il quartiere popolare dell’Alfama. Un vecchio quartiere arroccato su una collina a sud di Lisbona,  che mette a disposizione dei sognanti turisti terrazze panoramiche ( dette miradouros ) dalle quali poter ammirare l’intricato ammasso di tetti rossi delle case e i fantastici panorami della città. Un labirinto di vie in cui perdersi, lasciandosi guidare dalle malinconiche note del Fado. Il termine Fado deriva dal latino Fatum ( destino ). È la musica popolare tanto cara al Portogallo, comparsa per la prima volta tra la fine dell’800 e i primi decenni del ‘900.

Una musica che viene composta ispirandosi al tipico sentimento portoghese della Saudade , uno stato d’animo che rispecchia le credenze popolari del destino, visto come qualcosa che ci domina e da cui non possiamo fuggire.Divenuto patrimonio intangibile dell’umanità nel 2011, le canzoni sofferte e intense del Fado trovano la loro massima espressione nella cantante fadista Amàlia Rodrigues , soprannominata ” O alma do Fado”. La voce del Portogallo, che con il suo lungo vestito nero e lo scialle sulle spalle ( ormai divisa per le fadiste ) riuscì a colpire le corde vibranti del cuore delle persone a livello internazionale, espandendo così le magiche melodie del Fado in tutto il mondo.Melodiche poesie che immergono chi le ascolta nel passato, nel presente e nel futuro della sua vita. Amori non corrisposti, storie di separazione e sofferenza. Un sentimento misto tra passato e presente, che non evoca soltanto tristi avvenimenti, ma anche grandi speranze nel futuro che verrà. Il Fado è pura interpretazione della parte più profonda dell’animo umano. Una parte che molti dimenticano di possedere.

Elena Usai

Florence + The Machine

20 Lug
 
Florence Welsh, classe 1986, è la voce del gruppo Florence + The Machine formato nel 2008 e divenuto famoso a livello mondiale in poco tempo. Con due album all’attivo, Lungs e Ceremonials, hanno scalato le classifiche soul e indie rock per arrivare ad esibirsi in importanti festival quali Glastonbury e T in the Park. Il 31 ottobre 2011 è stato pubblicato il loro secondo album, Ceremonials appunto; si tratta di un lavoro a mio parere molto bello e  con delle ottime versioni acustiche delle tracce nella versione deluxe del cd. Volevo mostrarvi il loro ultimo video, realizzato per il quarto singolo del progetto, Spectrum, che vede alla regia il genio David Lachapelle. Video colorato, pieno di dettagli e dai costumi eccezzionali in pieno stile Lachapelle
 
 

Matteo Mecenero